venerdì, giugno 27, 2008

Report from Aalborg 

I just got back from a Nordic PhD seminar in Aalborg, Denmark (from 17-19.06) on Theory and Methodology in Computer Game Research where I had been invited (rather at the last minute) to give a keynote, and, together with other speakers, act as discussant for a number of in progress PhD project proposals presented there.

The event was (efficiently) organised by the Nordic Game Research Network [http://www.ngrn.dk/] with financial support from the Nordic Research Council (NORDFORSK) [http://www.nordforsk.org/index.cfm]

Ole Ertloev Hansen (who presented a paper at the Reggio Emilia Game Philosophy Conference last year) of the InMedia VR Media Lab at the University of Aalborg [http://www.vrmedialab.dk/pr/index_e.html] professionally coordinated the event, together with Betty Li Meldgaard (see below) who also presented and discussed her PhD research project with us.

One of the other keynote speakers was Frans Mäyrä from the University of Tampere in Finland, where he directs their Hypermedia Laboratory: [http://www.uta.fi/~frans.mayra/]

Frans is founding (now ex-)president of the international Digital Games Research Association DIGRA [http://www.digra.org/]

Other keynote speakers were ethnographer Lars Holmgaard Christiansen, Ole Ertloev Hansen, game developer Nicolai Hylding, and business innovation expert Claus Rosenstand.

I found the seminar -- which also included visits to the VR Lab and to Bretteville, a new innovation zone near the docks in Aalborg [http://www.bretteville.dk/] - site mainly in Danish for now -- great fun, very interesting, and I made a lot of new friends and certainly many useful contacts for the future.

There are a few photos from the event on the web here:
[http://gallery.mac.com/pcoppock#100094]

Documentation regarding the research projects presented at the seminar should appear on the web too at some stage, as far as I understand. There was discussion during the evaluation phase of the seminar of plans to organise a wiki and a mail forum for the Nordic PhD Game Research Network, and first moves in that direction are being taken right now, on the initiative of Lennart Nacke from the Game and Media Arts Laboratory at the Blekinge Institute of Technology, Sweden.

Three of the young researchers at the seminar, Olli Leino (Finland), Betty Li Meldgaard and Bjarke Liboriussen (Denmark) also took part as presenters in the 2008 edition of the Philosophy of Computer Games conference series in Potsdam in May this year, and Olli also did a presentation at the Reggio Emilia conference in January of last year.

Olli
http://www.itu.dk/~leino/
Betty
http://personprofil.aau.dk/Profil/113150?languageId=1
Bjarke
http://www.humaniora.sdu.dk/nywebX/inc/show.php?full=1602

venerdì, giugno 13, 2008

Aalborg, Denmark: PhD-seminar 'Computer Game Research - Theory and Method' June 17-19 200 

Nordic Game Research Network invite Nordic PhD-candidates within computer game research to participate in a PhD-seminar held at InDiMedia / VR Media Lab, Aalborg University (DK) and Dronninglund Slot, June 17?19, 2008.

Links:

Nordic Game Research Network

Call for Papers for the Seminar

Preliminary Program

venerdì, maggio 30, 2008

FuoriTV Video Report: UNIMORE vs. OSLO - well worth a watch! 


martedì, febbraio 12, 2008

Call for Papers: COMPUTER GAMES, BETWEEN TEXT AND PRACTICE 

call for papers

Special Number of E|C: Online Journal of The Italian Association of Semiotic Studies (AIIS)

COMPUTER GAMES, BETWEEN TEXT AND PRACTICE
edited by/a cura di Dario Compagno e Patrick Coppock

/ download the call for papers presentation/scarica il documento di presentazione (pdf, 140Kb)

Deadlines/scadenze:

Confirm participation and send the title of your paper before February 29th, 2008.
Papers (maximum length 20 pages, images not included) are due before April 30th, 2008.
From May 1st to June 31st, 2008, authors participate in the review process.

Online publication: July 2008.

lunedì, febbraio 04, 2008

Da Maria Cristina Menziani (Chimica): Regolamento didattico MORE 

Carissimi,
confermo che nella seduta del 30 Gennaio il Senato Accademico ha approvato il regolamento didattico nella forma che vi ho anicipato :

Articolo 35
Doveri didattici dei Professori di prima e seconda fascia e dei Ricercatori

2. Per i professori di prima e seconda fascia e i ricercatori il Consiglio di Facoltà, nel rispetto delle indicazioni generali fornite al riguardo dal Senato Accademico, prevede, nell'ambito dell'impegno orario complessivo previsto dalla normativa vigente per le attività didattiche, la suddivisione dei carichi didattici che devono essere svolti nel corso dell'anno accademico.
...

Tutti gli altri richiami a doveri o meglio sorprusi nei vari punti del regolamento sono stati tolti.

Cristina
--
Prof. Maria Cristina Menziani
University of Modena and Reggio E.
Department of Chemistry
Via Campi 183
41100 Modena -Italy

Tel: +39-059-2055091
Fax: +39-059-373543
E-mail: mariacristina.menziani@unimore.it
http://www.chimica.unimo.it/sitiwebgruppi/GruppoSCCS/indexMenziani.htm
http://multiscale-school.unimore.it


domenica, febbraio 03, 2008

Israel-Palestine womens' encounter project in Bologna, February 2008 
























Via Ca' Selvatica 2/3, Bologna, Italy, February 2nd, 2008

A group of happy dinner guests from Israeli and Palestinian womens' groups and centers at home with us. They had been invited to Bologna and hosted by the Orlando Women's Association for one of several project encounters designed to promote lasting peace and reconciliation in the Middle East.

We wish you all the very best of luck with your courageous and far-seeing cooperation project!



venerdì, gennaio 25, 2008

Appello: CONTRO INGIUSTIFICATE STRUMENTALIZZAZIONI DEI FATTI DELLA SAPIENZA 

APPELLO PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE E CONTRO INGIUSTIFICATE STRUMENTALIZZAZIONI DEI FATTI DELLA SAPIENZA

I fatti. A novembre 2007 il Rettore e il Senato Accademico della Sapienza di Roma decidono di invitare il Papa a tenere la lectio magistralis che tradizionalmente apre l'inaugurazione dell'anno accademico delle università italiane: una lezione di un accademico autorevole - non un dibattito - che non è solo svolgimento di un tema di cui è esperto ma anche occasione di riflessioni sul significato e il metodo della conoscenza universale e libera.

Un autorevole fisico e intellettuale, Marcello Cini, interviene allora su un quotidiano stigmatizzando l'invito, non perché il Papa non abbia diritto di parola all'università, ma per l'occasione in cui è stato invitato: è come se un professore di fisica o biologia fosse invitato a intervenire all'inaugurazione dell'Anno Santo e parlasse di Galilei o Darwin. Sempre a novembre 2007, alcuni autorevoli colleghi di Cini si associano all'appello mandando una lettera privata al Rettore in cui giudicano inopportuno l'intervento del Papa in quell'occasione e chiedono di ritirare l'invito.

La decisione conclusiva del Rettore è di confermare l'invito al Papa a intervenire all'inaugurazione dell'Anno Accademico, anche se in forma leggermente modificata rispetto alla lectio magistralis. La correzione peggiora ulteriormente la situazione: l'intervento papale si affianca a quelli del Rettore, del Direttore Amministrativo e del rappresentante degli studenti che sono finalizzati a fare il punto sull'Università dando voce alle diverse realtà in essa operanti. La lettera dei docenti della Sapienza al Rettore viene pubblicata (forse da parte di qualcuno che ne voleva fare un uso strumentale) solo un paio di mesi dopo il suo invio, nell'imminenza del giorno dell'inaugurazione dell'anno accademico. In modo decisamente incongruo.

la questione viene ripresa e amplificata da giornali e televisioni, da esponenti politici e della società civile. I semplici fatti vengono travisati. Gli appelli ragionevoli e legittimi tacciati di fondamentalismo e irragionevolezza. In modo capzioso una normale dialettica tra docenti e Rettore viene accomunata alle proteste (più o meno legittime, più o meno fondate) degli studenti che da sempre accompagnano le inaugurazioni dell'anno accademico.

Forse non tutti sanno che all'inaugurazione dell'anno accademico tutte le autorità, politiche, civili, militari e religiose delle varie città, province e regioni vengono da sempre invitate. Ogni anno, in tal modo, si rinnova un rito civile nel quale un'istituzione si presenta, nella sua autonomia e nella sua specificità, alla collettività nel suo complesso (senza distinzione), quella collettività in cui opera e alla quale dedica il suo fondamentale lavoro. Lo stesso avviene per l'inaugurazione dell'anno giudiziario, al quale ovviamente non si chiama il Papa a fare un intervento. Ogni istituzione nella sua autonomia. Il dialogo avviene sempre ma nelle sedi opportune. Sulle questioni, per esempio, del confronto di istanze diverse nell'ambito dei rapporti tra etica, fede, religione, diritto e scienza esistono sedi, anche istituzionali (per esempio le commissioni di bioetica), costituite proprio allo scopo. E anche l'università offre continuamente i suoi spazi al libero confronto.

Il legittimo dibattito sulle prerogative di autonomia all'interno di un'istituzione culturale si è trasformato - nella stragrande maggioranza delle opinioni riportate dai mezzi di comunicazione e di fatto nella diffusione generale all'opinione pubblica - in una intenzione di chiusura al dialogo e al libero accesso delle opinioni nell'università. Di fronte a questa distorcente rappresentazione di quanto avvenuto è diffuso il senso di disagio, sia nella comunità scientifica sia nella popolazione in generale.

I sottoscritti fanno appello al Presidente della Repubblica, ai politici, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni, a quanti operano nell'ambito della comunicazione, ai rappresentanti delle varie religioni e a tutti i cittadini perché si ristabilisca la corretta lettura dei fatti e si evitino strumentalizzazioni che possono, queste sì, rappresentare un pericolo per il dialogo e per il civile confronto delle opinioni.

Per firmare l'appello:
[http://www.osservatorio-ricerca.it/nuovo/sondaggi/sondaggio-7/index.html]

PRIMI FIRMATARI

* Daniele Amati (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste)
* Guido Barbujani (Università di Ferrara)
* Cristiano Castelfranchi (Università di Siena)
* Leonardo Castellani (Università del Piemonte Orientale)
* Salvatore Califano (Università di Firenze)
* Rodolfo Costa (Università di Padova)
* Marisa Dalla Chiara (Università di Firenze)
* Rino Falcone (Istituto di Scienze e Tecnologie Cognitive, CNR, Roma)
* Pietro Greco (SISSA Trieste)
* Francesco Lenci (Istituto di Biofisica, CNR, Pisa)
* Piergiorgio Odifreddi (Università di Torino)
* Franco Pacini (Università di Firenze)
* Giulio Peruzzi (Università di Padova)
* Telmo Pievani (Università di Milano Bicocca)
* Claudio Procesi (Università La Sapienza di Roma, vicepresidente dell'Unione Matematica Internazionale)
* Carlo Rovelli (Centre de Physique Theorique, Marseille, Francia)
* Settimo Termini (Istituto di Cibernetica "E. Caianiello", CNR, Napoli)
* Giuliano Toraldo di Francia (Università di Firenze)
* Giorgio Vallortigara (Università di Trento)
* Gabriele Veneziano (Collège de France, Parigi)
* Elisabetta Visalberghi (Istituto di Scienze e Tecnologie Cognitive, CNR, Roma)


venerdì, dicembre 28, 2007

[docenti, ricercatori] Lettera Aperta/ Open Letter 

Dalla questione delle lezioni in inglese all'etica ed oltre

Lettera aperta alla comunità dei ricercatori e docenti@unimore dot it

Bologna/ Reggio Emilia, dicembre 2007

Cari/e colleghi/e

Ho seguito con interesse i vari interventi recentemente su queste due mailing liste, sia gli scambi intorno alla questione delle lezioni/ corsi in inglese (essendo di madrelingua inglese), che quelli sulla bozza girata a tutti per avviare una discussione sull'utilità o no di costruire un "Mission" e Codice Etico/ di Comportamento per il nostro Ateneo (essendo - orgogliosamente - tra le anime candide, con motivazioni fanciullesche e narcise, promotori di quest'ultimo progetto.
E' stata interessante ed utile leggere i diversi punti di vista con sono emersi nel corso di questi "dibattiti virtuali", tra i quali alcuni con commenti critici ragionevoli e suggerimenti costruttivi, altri con meno. Non posso altro che condividere lo maggior parte di questi punti di vista, particolarmente sui corsi in inglese. Ero particolarmente contento leggere i commenti dalla collega Patrizia Baraldi, chi aveva identificato e resi pubblici in modo preciso (e secondo me anche coraggioso) alcuni "punti di dolore" su settori d'impegno importanti per lo sviluppo e la gestione dei nostri rapporti istituzionali e scientifici con il resto del mondo:
i) il problema delle ore d'apertura, e della comunicazione agli studenti dell'offerta dei centri di lingua inglese; ii) l'abilità delle strutture di accogliere e ad amministrare studenti/ ricercatori stranieri, iii) il problema della traduzione di documenti a costi relativamente alti e iii) le pagine web dell'Università, dei dipartimenti ecc., che spesso non sono in inglese, e laddove il punto più "redentivo" in questo contesto generale erano le competenze linguistiche ed interpersonali del personale alla reception della Costellazione.

Leggere il resto della lettera:
http://cdm.unimo.it/home/dsscq/coppock.patrick/Lettera_Aperta.pdf

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From the question of lessons in English to ethics and beyond

Open letter to the community of university researchers and teachers@unimore dot it

Bologna/ Reggio Emilia, December 2007

Dear colleagues

I have followed with interest recently a number of messages on these mailing lists, both the series of exchanges on the issue of lessons/ courses in English (since my mother tongue is English) and those on the draft proposal forwarded recently to all members of the Athenaeum to stimulate discussion on the usefulness or not of developing a "Mission" and Code of Ethics/ Good Conduct for our university (since I am, proudly, one of those gentle spirits, with child-like, narcissistic motives who were promoters of this last mentioned project.)

It was interesting and useful to read the various points of view that emerged in the course of these "virtual debates", amongst these some offering reasonable critical comments and suggestions, others with less of the latter. Most of these points of view, especially those regarding courses taught in English, I have no difficulty in agreeing with. I was particularly pleased to read the comments of colleague Patrizia Baraldi, who identified and made public in a precise (and courageous, in my view) manner, some "sore points" evidenced by her in sectors of activity that are important for the development and management of our international and scientific relations with the rest of the world: i) the problem of the opening hours, and communication to students of courses offered by (English) language teaching centres, ii) the ability (or not) of our offices to accommodate and administer foreign students and researchers,
iii) the problem of translation of documents at relatively high cost and iii) the web pages of the University, Departments etc. often not in English; the most "redemptive" point in this general context being the linguistic and interpersonal competencies of reception staff at the Residence Constellazione.

Read the rest of the letter:
http://cdm.unimo.it/home/dsscq/coppock.patrick/Open_Letter_English.pdf


martedì, dicembre 25, 2007

Christmas, Julen, Natale 2007 

Dear friends and family
Kjære venner og familie
Cari amici e famiglie

All our best wishes to you for Christmas and the New Year, 2008!!
Alle våre beste hilsner a dere for Julen e det Nye Året, 2008!!
Tanti auguri per Natale e l'Anno Nuovo, 2008!!

Patrick & Patrizia


giovedì, novembre 22, 2007

Mozione: Ricercatori della Facoltà di Scienze UNIMORE 19.11.2007 

Da Marina Cocchi, Facoltà di Scienze:

Vi allego la lettera che nella Facoltà di Scienze abbiamo fatto inserire ieri nelle comunicazioni e che riprenderemo come discussione nella prossima Facoltà.

Il nostro Preside sostiene però che la scheda dei carichi didattici (allegata) da noi incriminata per via della nota sulle ore minime di didattica frontale, sia stata mandata dal centro. Le schede che avete avuto dalle vostre Facoltà sono uguali?


saluti

Marina

Links:

Mozione 19.11.2007 in versione .pdf
Scheda Cariche Didattiche in versione .pdf
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Mozione Scienze 19.11.2007

Il nuovo regolamento didattico di Ateneo prevede (art. 32) che i Regolamenti di Facoltà, nell'ambito dell'impegno orario complessivo previsto dalla normativa vigente per le attività didattiche,stabilisca l'obbligatorietà di un numero minimo di ore di attività di insegnamento (lezioni, esercitazioni, ecc.) per i docenti e i Ricercatori. Per i ricercatori, come e' noto, un?attivita' didattica minima non e' prevista dalla L. 382/80, che al contrario, fissa un tetto massimo di ore di attività per le funzioni didattiche (non di insegnamento) e non permette il conferimento di corsi ai ricercatori. La possibilità di assegnare didattica frontale ai ricercatori, ancorché nella forma di supplenze o affidamenti gratuity, è iniziata con la sucessiva Legge 341/90 ma subordinata ad un esplicito loro consenso. La normativa vigente (Legge Moratti L. 230/2005), mantiene per i ricercatori l?impianto normativo precedente, ribadendo che l?affidamento di corsi richiede un esplicito consenso (art. 1 comma 11), e introduce un impegno minimo solamente per i professori di I e II fascia (120tp/80td ore di didattica frontale, art.1 comma 16), assunti dall'entrata in vigore della medesima.

Naturalmente l'Ateneo ha ben presente che l'attività frontale dei ricercatori è subordinata al loro esplicito consenso, dal momento che il Senato Accademico, nella seduta del 7 Feb 2006 ha deliberato che:

"Ai ricercatori possono essere affidati, con il loro consenso e fermo restando il rispettivo inquadramento e trattamento giuridico ed economico, corsi e moduli curricolari compatibilmente con la programmazione didattica definita dai competenti organi accademici, nonchè compiti di tutorato e di didattica integrativa".

I ricercatori del nostro Ateneo ritengono pertanto che questa norma sia in netto contrasto con la normativa vigente, illegittima e non rientri nell'autonomia dell'Ateneo, dal momento che configurerebbe una significativa variazione di diritti e doveri dei ricercatori, ovvero del loro status, che verrebbe addirittura a dipendere dalla specifica sede, quando non dalla specifica Facoltà.

I riceratori dell'Ateneo hanno attualmente in corso consultazioni con colleghi di altre sedi, con esperti di diritto e con i membri del CUN (una richiesta di chiarimento è stata anche inviata al Ministro Mussi e p.c. al Rettore) e chiederanno quanto prima agli organi di governo dell'Ateneo di non applicare questa norma e di emendare il Regolamento Didattico.

Nel frattempo, i rappresentanti dei Ricercatori in questa Facolta' invitano la Stessa a:

1) non tenere in nessun conto l'art. 32 di questa norma nei riguardi dei Ricercatori;
2) cancellare, l?indicazione di ottemperare ad un minimo di 80/100 ore di attività didattica dalla scheda dei carichi didattici, recentemente richiesta dalla Segreteria di Facolta' ed oggi in approvazione. Sottolineando che l?introduzione di questa nota nella scheda non è stata né motivata, nè oggetto di alcuna discussione in Facoltà.

Si ricorda infine che già nella seduta di questa Facoltà del 17-10-05 i Ricercatori (in concomitanza della ripresa della loro attività didattica dopo un periodo di sospensione per protesta) si erano espressi in merito ai carichi didattici chiedendo:

"l'individuazione di percorsi che possono portare ad una maggiore trasparenza sull'assegnazione dei corsi alla loro categoria. A tale scopo sono stati individuati alcuni PRIMI punti che possono essere riassunti come segue:

- Assegnazione dei corsi dapprima ai docenti di Prima e Seconda fascia
- Richiesta ai ricercatori del consenso scritto prima di procedere all'affidamento dei corsi
- Predisposizione di incentivi didattici che tengano maggior conto del carico dei ricercatori"

Ed avevano richiesto al Preside: "di farsi portavoce presso le altre Facoltà per una pressione congiunta in Senato sul problema della distribuzione dei carichi didattici e sulla revisione del regolamento in tema da sviluppare in modo coerente nell'autonomia del nostro Ateneo."

Dato l?esito, i Ricercatori chiedono che questa Facolta' individui ed approvi una modalita' per l'affidamento dei corsi che preveda una preventiva ed esplicita richiesta scritta di consenso all?inizio di ogni anno accademico.


venerdì, novembre 02, 2007

Regolamento Didattico del Ateneo di Modena e Reggio Emilia e La Legge Italiana 


Reggio Emilia, 30 ottobre 2007


All'on. Fabio Mussi,
Ministero dell'Università e della Ricerca
Piazza J. F. Kennedy n. 20
00144 Roma

Cc. a:

Prof. Gian Carlo Pellacani, Rettore, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Prof. Guido Trombetti, Presidente, CRUI
Prof. Andrea Lenzi, Presidente, Consiglio Universitario Nazionale
Dott.Sergio Zilli, Membro, Giunta di Presidenza, Consiglio Universitario Nazionale
Dott. Marco Merafina, Coordinazione Nazionale Ricercatori Universitari
Esecutivo nazionale ANDU


OGGETTO: Ricercatori Universitari: Obbligo di un numero minimo di ore di didattica?

Nonostante l'ammirevole sviluppo negli ultimi anni dell'autonomia universitaria, della libertà di gestione e di pensiero, non penso che sia una cosa particolarmente positiva che l'Ateneo di Modena e Reggio Emilia nel suo Regolamento Didattico abbia inserito una clausola che prevede l'obbligatorietà di un numero minimo di ore di attività di insegnamento anche per i ricercatori universitari.

Cito, da pagina 18 del Regolamento Didattico:
[http://www.unimore.it/regolamenti/RegolamentoDidattico2007.pdf]

"TITOLO V: Doveri didattici di docenti e ricercatori

Articolo 32: Doveri didattici dei Docenti e dei Ricercatori

1. Le Facoltà, sentiti i singoli Consigli di corsi di studio o Consigli di classe o interclasse, ove istituiti, disciplinano nei loro regolamenti le procedure di attribuzione, anche in considerazione dei diversi ruoli, dei compiti didattici, articolati secondo il calendario didattico nel corso dell'anno, ivi comprese le attività didattiche integrative, di orientamento e di tutorato. sentiti i professori di ruolo e i ricercatori interessati.
2. Per i docenti e i ricercatori il Regolamento di Facoltà, nel rispetto delle indicazioni generali fornite al riguardo dal Senato Accademico, prevede, nell'ambito dell'impegno orario complessivo previsto dalla normativa vigente per le attività didattiche, l'obbligatorietà di un numero minimo di ore di attività di insegnamento (lezioni, esercitazioni, ecc.) che devono essere svolte, nel corso dell'anno accademico, anche articolate in diversi moduli di insegnamento di varie tipologie e durata."

Questo è particolarmente inquietante in quanto lo stesso Regolamento Didattico dice da un'altra parte (cito, da pagina 21):

"Approvazione ed entrata in vigore del Regolamento Didattico di Ateneo

[...]

2. Per tutto quanto non previsto nel presente Regolamento valgono le disposizioni legislative in vigore."

Cosa che sembra anomala, particolamente quando teniamo conto che le disposizioni legislative di fatto in vigore su questo punto dicono (cito primo da DPR 382 del 1980:?

[http://cnu.cineca.it/notizie04/compiti.htm]

"Art. 32. Compiti dei ricercatori universitari

I ricercatori universitari contribuiscono allo sviluppo della ricerca scientifica universitaria e assolvono a compiti didattici integrativi dei corsi di insegnamento ufficiali. Tra tali compiti sono comprese le esercitazioni, la collaborazione con gli studenti nelle ricerche attinenti alle tesi di laurea e la partecipazione alla sperimentazione di nuove modalità di insegnamento ed alle connesse attività tutoriali. I ricercatori confermati possono accedere direttamente ai fondi per la ricerca scientifica, sia a livello nazionale sia a livello locale. Essi adempiono a compiti di ricerca scientifica su temi di loro scelta e possono partecipare ai programmi di ricerca delle strutture universitarie in cui sono inseriti. Possono altresì svolgere, oltre ai compiti didattici, di cui al precedente comma, cicli di lezioni interne ai corsi attivati e attività di seminario secondo modalità definite dal consiglio del corso di laurea e d'intesa con i professori titolari degli insegnamenti ufficiali. Possono altresì partecipare alle commissioni d'esame di profitto come cultori della materia. I consigli delle facoltà dalle quali i ricercatori dipendono determinano, ogni anno accademico, gli impegni e le modalità di esercizio delle funzioni scientifiche e di quelle didattiche. Per le funzioni didattiche il ricercatore è tenuto ad un impegno per non più di 250 ore annue annotate dal ricercatore medesimo in apposito registro. Il ricercatore è inoltre tenuto ad assicurare il suo impegno per le attività collegiali negli Atenei, ove investito della relativa rappresentanza. Le predette modalità sono definite, sentito il ricercatore interessato, dal consiglio del corso di laurea, per quanto concerne le attività didattiche, e, per quanto concerne la ricerca scientifica e l'accesso ai relativi fondi, dal Dipartimento, se costituito, ovvero dal consiglio di istituto nel quale il ricercatore è inserito per la ricerca (22)"

Poi, in seguito cito da Legge 158 del 1987: "Disposizioni urgenti per i ricercatori universitari" che converte il DL 57 del 1987):

"2. I ricercatori confermati possono optare tra il regime a tempo pieno e il regime a tempo definito; il limite massimo di impegno per l'attività didattica previsto dall'articolo 32 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382 , è portato rispettivamente a 350 ore ed a 200 ore. La scelta va esercitata con domanda da presentare al rettore almeno due mesi prima dell'inizio di ogni anno accademico. L'opzione obbliga il rispetto dell'impegno assunto per almeno un biennio."

Ma la cosa forse più preoccupante mi pare essere il fatto che il suddetto Regolamento Didattico è anche stato - secondo un messaggio con cui questo Regolamento è stato girato l'altro giorno ai colleghi dell'Ateneo di Modena e Reggio Emilia - approvato sia dal Ministero dell'Università e Ricerca che dal CUN!

Cito dal messaggio ricevuto il 25 ottobre 2007 tramite il mailing list "ricercatori" dall'Ateneo di Modena e Reggio Emilia, firmato da Dott.ssa Raffaella Di Toma, Coordinatore delle Segreterie Studenti, Ufficio Post Laurea, Ufficio Ordinamenti Didattici e Team Esse3, Direzione Didattica e Ricerca:

"il Ministero dell'Università e della Ricerca, su parere favorevole del Consiglio Universitario Nazionale, ha approvato le modifiche al Regolamento Didattico di Ateneo - Parte prima deliberate dai competenti organi accademici nelle rispettive sedute del 24 e 30 gennaio 2007, su proposta della commissione incaricata."

Non mi pare questo un buon esempio di fair play nell'interpretazione "locale" delle norme vigenti a livello nazionale.

O si cambia la legge, o penso che sarà compito del Ministero di chiedere all'Università di Modena e Reggio Emilia di modificare il suo Regolamento Didattico.

Con cordiali saluti


Patrick J. Coppock
Ricercatore Confermato


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Versione .pdf della lettera

giovedì, ottobre 25, 2007

Recent Travels, News and Gossip 

Some recent travels, news and gossip:

Thursday October 25 2007


The Trevi Fountain in red -- Economics students, La Sapienza

On Tuesday this week I went down to Rome for half a day to attend a EU FP7 research program orientation meeting organized by the Italian National Agency for EU Research, APRE, and hosted by the School of Economics at the University of Rome, La Sapienza, on the Social Sciences, Economics and Humanities track of the FP7 Cooperation Program. I found the event quite useful, and made a few new contacts there, but I am holding to a fairly long term strategy in this particular connection, as I want to find the right context which our nascent international game philosophy research network could profitably be inserted into before eventually putting together a funding proposal.
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University of Modena and Reggio Emilia

On Wednesday I went in to the main seat of our university at Modena to vote for researcher members of the various commissions responsible for the selection of candidates for five for new tenured postions as researchers in my own disciplinary area M-FIL/05 Theory and Philosophy of Languages.

There are in all five universities involved in this process on this particular occasion: Calabria, San Raffaele (Milan), IULM (Milan), Palermo and Tor Vergata (Rome). As usual I received from the colleagues who are coordinating the selection process on this occasion a list of recommended members to vote for, one for each commission.

Of course, I was free to vote for other members if I wished, but in general one normally just has to trust the judgement of the colleagues who have made these recommendations.
It is positive that there are now being opened up five new tenured positions for university researchers (and in addition, five new positions for associate professors, in which process I, as a researcher, do not take part in) in our disciplinary area, since there have been some very lean years lately here in Italy with very few new positions for researchers or associate professors having been created.

Let us take this as a positive sign for the future, since there really is a crying need for some young blood to be injected into a rapidly ageing academic community here in Italy.

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Dieter Mersch on the impressive University of Potsdam Campus

From Wednesday October 10th to Friday October 12th I was in Potsdam, Germany, at the University of Potsdam Institute for Art and Media (Institut für Kunste und Medien), where I had been kindly invited by Dieter Mersch to take part in an International Fall School in Semiotics, organised in cooperation with the German Semiotic Association (Deutsche Gesellschaft für Semiotik), for which the main theme was "Visualisation: Ecphrasis" ("Visualisierung: Ekphrasis").
There I gave a presentation linking ecphrasis and game experience at an intimate and interesting session on (amongst other things) game space and experience, together with Stephan Günzel and Michel Weber, who were both present at the international conference on the Philosophy of Computer Games that we organised at the end of January this year at Reggio Emilia in Italy, where Stephan also presented a paper.

Here's a link to Stephan's paper that formed the basis for his presentation at the Potsdam seminar: [http://game.unimore.it/Potsdam/Guenzel_Geopolitics_VideoGames.pdf]
While in Potsdam I was also introduced to a couple of board members of the German Semiotic Association, Dirk and Gisela Röller and I was pleased to have made their acquaintance.

Getting to know them provides us with links to some very useful contacts for further European cooperation in semiotics and new media...
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Panoramic view of the Greater Potsdam area

More news from Potsdam:

The Institute for Art and Media at the University of Potsdam will be starting up a new Computer Game Research Center in early 2008.

Michael Weber has been recruited to help get it off the ground, and he will be working to realise this project together with Stephan Günzel and Dieter Mersch, who will be hosting the next international Philosophy of Computer Games conference, 8-10 May 2008 (see below).
The Center will be built up round a collection of about 2000 computer games they received some time ago as a donation from a journalist game-collector colleague of Michael.
Interestingly, in Berlin there is also a national computer game museum and database/archive, and part of the work of the research center will be to work on developing a system of categorisation (an "ontology", if you like) for computer game genres, in collaboration with the national database/archive.
Potdsam, incidentally, is well known as the largest and most active film production center in Germany...

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John Richard Sageng and Anita Leirfall

While in Potsdam, Dieter, Stephan and Michael and I also had a fruitful meeting on Thursday afternoon with our two Norwegian colleagues, John Richard Sageng and Anita Leirfall, who came down to Potsdam specially in order to discuss organizational and other matters regarding the next international Philosophy of Computer Games conference to be held in Potsdam from May 8-10, 2008.

The Program Committee for the conference is at present in the process of putting together a Call for Papers to appear in due course on a new gamephilosophy.org website [http://gamephilosophy.org] (at present under construction)

martedì, ottobre 16, 2007

Interesting project: Norwegian Collection of Potential Architecture 

This website is quite innovative and worth a visit:

Norwegian Collection of Potential Architecture


















A competition project for a Museum of Modern Art in Warszawa, honorable mention, 2007

Below is an excerpt from the program manifesto for the project:

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Mapping the invisible

Thousands of hours are spent on the unrealised every year, both in the professional sphere and in the academic context. An enormous amount of work is produced presenting a future never to be. This work is often inaccessible, hidden and forgotten in the archives or servers of offices and architecture schools. The questions then become; if examining the unbuilt, can one find other ideas and other values? And how can the unbuilt make contributions to the development of the architectural discipline and to society?

Archigram?s Walking Cities, Koolhaas's Parc de la Villette, Mies van der Rohe's Project for an Office Building in Friedrichstrasse in Berlin, Boullée's Newton's Cenotaph, Le Courbusier's Contemporary City for Three Million Inhabitants and Sverre Fehn's Royal Theatre in Copenhagen are all examples of unrealised projects that have influenced the world in different ways. Never built, but still representing significant contributions to the development of the discipline, of cities and of society.

This is the background for NORWEGIAN COLLECTION OF POTENTIAL ARCHITECTURE. With this project 0047 wants to focus on the half-baked, the promising, the raw and the invisible architecture; Projects that miscarried, went over the top, were turned down by clients or for other reasons never became realised. To have an effect, these unbuilt works need to be made visible. To reach its fullest potential they must be seen, discussed and valued. They must surface and become part of our awareness.

That is why we launch NORWEGIAN COLLECTION OF POTENTIAL ARCHITECTURE, an online collection of unrealised architecture, designed as a collaborative online platform with continuously added projects.

A statistical representation and survey of the collection data will provide insight into this undisclosed realm. By using today?s most influential media, the internet, the project also investigates how architecture can be communicated with the use of user-generated systems, networking, news feeds, online debate and knowledge sharing.

Hopefully, NORWEGIAN COLLECTION OF POTENTIAL ARCHITECTURE can be used as a reference for media, clients, politicians, architects and students and hence contribute to the architectural discourse. Together the unrealised projects can reveal hidden potential and knowledge, and create a better and more complete understanding of the current state of Norwegian architecture.


giovedì, ottobre 04, 2007

4 October: Free Burma! 


Free Burma!

domenica, settembre 30, 2007

Candidatura Senato Accademico 

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Cari/e colleghi/e ricercatori e docenti di I e II fascia

Sono ricercatore confermato nell'area disciplinaria M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi, presso il Dipartimento di Scienze Sociali, Cognitive e Quantitative, sede di Reggio Emilia.

Vi scrivo per segnalarvi la mia intenzione di candidarmi quest'anno al Senato Accademico come rappresentante per l'area di scienze umanistiche, politiche e sociali.

La mia candidatura nasce sulla base delle mie esperienze degli ultimi anni nell'ambito della protesta nazionale dei ricercatori contro il DDL Moratti-De Maio a Modena-Reggio, ed in seguito portata avanti con la partecipazione in vari luoghi dell'attività politica, sia a livello locale che nazionale, per discutere e cercare di influire positivamente sullo sviluppo della riforma, ancora in atto e molto importante, del sistema universitario e di ricerca.

Queste esperienze mi hanno fatto capire l'importanza di riformare anche le modalità di governance dell'università. Tra altro sarà necessario tutelare meglio l'eticità della gestione e la comunicazione istituzionale (interna, esterna/ internazionale), e aumentare la trasparenza in tutti i processi decisionali e strategici dell'Ateneo. Questo sarà il modo migliore per creare una partecipazione più attiva e consapevole della vita della comunità universitaria da parte di tutti coloro che sono coinvolti nella ricerca, nella didattica e nella gestione, in particulare delle fasce universitarie tradizionalmente più "deboli": gli studenti e ricercatori, specialmente quelli più giovani in corso di formazione (specializzandi, dottorandi, assegnisiti, ecc.).

Più in generale, penso che i seguenti punti chiave della "missione" - una lista minima, non completa - saranno importante come punti di riferimento per una valutazione continua della qualità delle nostre strategie e pratiche di governance:

- Parità di opportunità e valorizzazione delle diversità;
- Riconoscimento e valorizzazione della molteplicità delle identità culturali;
- Dignità e rispetto per le singole persone;
- Sviluppo di programmi e moduli didattici sull'etica della formazione e della ricerca scientifica;
- Aumento della mobilità nazionale, comunitaria ed internazionale, a tutti i livelli;
- Aumento del numero di donne, giovani e disabili in posizioni di responsabilità;
- Aumento del numero di studenti, docenti e altro personale provenienti da paesi stranieri.

E' mia convinzione che le scienze umanistiche, politiche e sociali avranno un ruolo molto importante nello sviluppo e la valorizzazione della creatività. Esse possono potenziare l'abilità dei singoli, delle istituzioni sociali e culturali e delle aziende di "pensare lateralmente"; ciò significa essere positivamente critici per meglio capire, sfidare, e cambiare, quando necessario, le nostre abitudini e preconcetti culturali, per affrontare in modo innovativo i problemi emergenti, di carattere ambientale, politico, economico, socioculturale e, primo di tutto, etico.

Stiamo ora in mezzo a grandi processi di cambiamenti culturali, politici e sociali sia in Italia che in Europa e nel resto del mondo, connessi tra altro alla globalizzazione delle culture, della società, dell'economia e delle tecnologie di comunicazione, già in atto da parecchi anni. Il mercato del lavoro, e anche il modo di lavorare (e di studiare), stanno cambiando velocemente con la crescità e sempre più ampio diffusione della conoscenza nella società globale.

Per garantire uno sviluppo sostenibile, sia in Italia che nel resto del mondo, è fondamentale guardare indietro nella storia per ricordare le "lezioni del passato", ma non solo. E' anche importante guardare avanti con coraggio e speranza, cercando strade innovative con cui poter affrontare e risolvere nuovi problemi e sfide, ora sconusciuti.

Credo che lo "sguardo" umanistico-politico-sociale sia fondamentale per lo sviluppo di un atteggiamento aperto, libero, etico e prima di tutto relazionale ed interdisciplinare. Questo modo di concepire noi stessi, ed il nostro rapporto con gli altri, è fondamentale se vogliamo valorizzare il merito e l'eccellenza nella ricerca, nella didattica, e nella pianificazione e gestione strategica della communità universitaria per il futuro.

Credo e spero che le mie esperienze transculturali, che derivanno del fatto che ho cambiato paese quattro volte nel corso della vita: dall'Inghilterra, all'Irlanda del nord, alla Norvegia e alla fine qui in Italia, possano essere utili come risorse per il lavoro del Senato Accademico.

Lo stesso riguarda anche le mie competenze specifiche nelle discipline linguistiche, filosofiche e semiotiche.

Se qualcuno di voi ha voglia di parlare con me di persona riguardo la mia candidatura, vi lascio anche il mio numero di telefonino: 338 5070433.

Mi fa piacere sentire i vostri pareri e suggerimenti...

Qui trovete una lista dei miei pubblicazioni, un breve CV ecc.:
http://www.coppock-violi.com/web/Publication/

Il mio spazio web professionale:
http://www.coppock-violi.com/work/

Il mio spazio web personale:
http://coppock-violi.com

Due weblog che gestisco sulla riforma universitaria

THE VOICE OF UNIMORE
http://morattiddl.blogspot.com

unimore.in.form
http://unimoreinform.blogspot.com

Un caro saluto e buon lavoro

Patrick Coppock

venerdì, settembre 07, 2007

The Italian Minister for National Infrastructure, Antonio Di Pietro in Second Life 



Politics in Italy has moved to Second Life.

The video is in spoken Italian and is subtitled in English

lunedì, giugno 18, 2007

UNIBO: PRESIDIO NAZIONALE DI PROTESTA "La sicurezza non è un optional. E' un diritto di tutti", 





Ecco alcuni immagini dal PRESIDIO NAZIONALE DI PROTESTA LE INSICUREZZE DEI PRECARI: "La sicurezza non è un optional. E' un diritto di tutti", tenuto lunedì 18 giugno 2007 ore 13-15 - Rettorato dell'Università di Bologna - Via Zamboni 33.

Una cinquantina di giovani/e precari di varie categorie sono entrati al Rettorato alle ore 13 oggi e in assenza del Rettore Pier Ugo Calzolari, sono riusciti a entrare in dialogo con il Pro-rettore per l?innovazione gestionale, prof. Marco Depolo (a destra nella prima immagine, e numero due da destra nella seconda e quarta) e Pro-rettore per gli studenti Prof. Paola Monari. La richiesta principale dei giovani/e precari era l'apertura di un tavolo di lavoro con l'Ateneo sulla sicurezza ed altri problemi connessi al fenomeno, ormai in crescità esponenziale da qualche anno, della precarità dei lavoratori occasionali nell'università italiana.

I precari universitari non sono un gruppo di persone solitamente giovanissime, sono infatti una categoria molto ampia e diversa di configurazione, che include ANCHE tantissimi docenti professionisti a contratto, sensa di cui, il funzionamento di parecchi corsi nelle università non sarebbe possibile.

I due delegati del Rettore hanno dato la loro disponibilità ad essere portavoce per faciltare un'incontro in tempi brevi tra precari ed il Pro-rettore Vicario, Prof. Luigi Busetto

Questo sarà un'opportunità utile per l'Ateneo di fare conoscere meglio, e cominciare a costruire misure e organi istituzionali per gestire nel modo migliore i diversi problemi connessi alla sicurezza sul luogo di lavoro per i lavoratori universitari occasionali. Proporre ed attivare soluzioni ragionevoli per sradicare questi problemi sarà un passo avanti molto importante, anche a livello simbolico, per l'Ateneo di Bologna, il primo in Italia di creare uno suo Codice Etico istituzionale.

I precari, nonostante la loro situazione occupazionale a tempo determinato, hanno naturalmente, come tutti gli altri lavoratori in Italia, il diritto costituzionale di godere di un luogo di lavoro che non presenti rischi per la salute, e che offra un certo livello garantito di servizi sociali e previdenziali.

[Immagine: Patrick J. Coppock]


giovedì, maggio 31, 2007

[gamephilosophy] Something bizzarre is happening at Bologna University... 

From Paolo Ruffino via the gamephilosophy mailing list

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Something very strange is happening at University of Bologna...

It seems that the University is organizing a "find the treasure" game of "Crediti Formativi Universitari" , "university credits".

During the last two weeks Bolognese students have found, hidden in their departments, hundreds of cards worth one credit. The University call centers are getting crazy, the website crashed several times due to the huge amount of downloads.

Every card has a link to the official website:
http://www.unibologna.eu

and here is a video explaining the full story:
http://www.unibologna.eu/www.unibo.it/Portale/videofreecredits.html

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Paolo Ruffino
p.ruffino@gmail.com

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sabato, maggio 26, 2007

Fem Camp, Bologna May 26th 2007 








Live Stream fro FemCamp was by Robin Good TV
Robin Good's You Tube Archive

Photos from the event at Flickr, courtesy of dottavi

femcamp

barcamp per parlare di donne nelle tecnologie e tecnologie delle donne / barcamp to talk about women in technologies and technologies of women

Il FemCamp ha un tema: le nuove tecnologie per valorizzare "le voci, le visioni, le azioni delle donne". Analizziamo insieme, donne e uomini, come svelare i condizionamenti dei comportamenti culturali, messi in atto dalla società, ed evitare la conseguente stereotipizzazione di entrambi i sessi.

Il FemCamp si inserisce nell'ambito del convegno transnazionale "E-WIT" di TechnéDonne, progetto finanziato dall'Iniziativa Comunitaria Equal, che nei due anni di attività ha cercato di contrastare la segregazione professionale femminile nelle ICT, affrontando in maniera innovativa il gender digital divide.

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The FemCamp has a main theme: the use of technology to empower "women?s voices, visions, and actions". We want to analize together, women and men, how to unveil the social construction of cultural patterns our society enforces, and therefore find ways to avoid gender stereotypes.

The FemCamp is part of the transnational conference "E-WIT", organised within the European project TechnéDonne, financed by the EU Equal Programme. Throughout its two years of activity, the project has being fighting women's professional segregation within the ICT field, trying to find innovative strategies to cope with the gender digital divide.


giovedì, maggio 10, 2007

April 29th 2007: Political demonstration, Istanbul, Turkey 

The other week (April 27th to May 1st), while we were in Turkey for a long weekend visit to Istanbul together with our Bologna friends Irene Ruggero and Carlo Coniglio, we had the interesting and inspiring experience of being able to mingle with the enormous crowds of turkish citizens of all age groups, with a very large component of young people, both male and female, who took part in a vast peaceful demonstration in support of a secular state.

The scene above is from a brief gathering with public appeals and speeches held around the Independence Memorial in Taksim Square, high up on the East bank of the Golden Horn.

The Taksim area itself is well worth a visit in any case in order to enjoy the excellent views of the old city center on the other bank of the Golden Horn with the Hagia Sophia, the Blue Mosque and the Topkapi Palace, and then to walk down the lively pedestrian precinct which meanders all the way back down to the waterfront again.


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